Bambolotti o predatori (di dati)?

Bambolotti o predatori (di dati)?

Smart Toys: cosa sono?

Teneri e simpatici, versatili e intelligenti. E infine, potenziali predatori di dati personali, anche particolari. Stiamo parlando degli Smart Toys, dispositivi di nuova generazione, nuovi abitanti di quel regno, in continua espansione che prende il nome di IoT.

Di cosa si tratta?

Come indica l’espressione non siamo di fronte a giocattoli qualunque ma ad oggetti intelligenti: robot, bambole, peluche in grado di promuovere l’apprendimento dei bambini in un contesto ludico.

Ci sono Smart Toys che insegnano a contare, altri che stimolano capacità di logica e problem solving, altri ancora che introducono alle basi della programmazione informatica.

Dunque risorse utili, strumenti importanti. Per preparare i bambini di oggi, giovani di domani, ad una realtà che si figura sempre più complessa.

Però agli indubbi vantaggi, si accompagnano anche rischi altrettanto evidenti.

Gli Smart Toys sono creature dello IoT e come tali agiscono seguendo dinamiche specifiche e potenzialmente lesive della privacy. Questa simpatica schiera di orsacchiotti infatti, è in grado di identificarsi, localizzarsi, interagire con l’ambiente circostante, e, per ultimo, acquisire dati.

Nel caso concreto informazioni e abitudini che riguardano un bambino piccolo.

E se queste informazioni finissero nelle mani sbagliate?

Il GDPR e i consigli del Garante.

Il Regolamento UE 2016/679, applicabile dal 25 maggio prevede che tutti i sistemi elettronici siano prodotti e configurati per ridurre al minimo la raccolta e il trattamento dei dati personali. Una prescrizione che si estende, senza dubbio, anche ai produttori di Smart Toys i quali secondo il principio di accountability hanno l’obbligo di adottare tutte le misure necessarie a garantire la tutela dei trattamenti dei loro utenti.

Detto questo, il Garante Privacy, consapevole delle potenzialità educative degli Smart Toys, ma anche dei rischi connessi, ha deciso di giocare d’anticipo fornendo consigli pratici a tutti i genitori che si approcciano, per la prima volta, a questi dispositivi.

Si tratta di un vademecum semplice e pratico per tutelare la privacy del figlio e dell’intera famiglia. Esaminiamone i 5 punti.

1. Informati

Inizia proprio da qui, da una presa di consapevolezza generale e da una serie di domande. Quanti e quali dati acquisirà direttamente il giocattolo? Come e da chi potrebbero essere usati?

2. Sii discreto

Il Garante consiglia di fornire soltanto dati strettamente necessari alla registrazione e al funzionamento e di tenersi strettotutto ciò che è superfluo. Un suggerimento da erigere a Comandamento.


3. Disciplina il tuo Smart Toys

Acquistare un giocattolo intelligente significa portarsi in casa un secondo bambino. Una creatura che assorbe e assimila tutto ciò che le orbita intorno. Quindi limitate espressioni volgari e parolacce se non volete che lo Smart Toys si tramuti da insegnante a cattivo maestro.

4. Auguragli la buonanotte anche quando fuori
c’è luce

Ogni volta che tuo figlio non utilizza lo Smart Toys ricordati di metterlo in stand by. In questo modo renderai l’ambiente immune dalla sua naturale, automatica e irriverente curiosità.

 

5. Attenzione ai secondi utilizzatori

Tuo figlio è cresciuto? Vuoi regalare “il giocattolo” a qualcun altro? Nessun problema, ma ricordati una cosa: uno usato è una miniera di informazioni e, come tale, è opportuno svuotarlo dal suo prezioso contenuto. Quindi, prima di cederlo, e cancella i dati presenti nel prodotto e nell’archivio online.

Mai come oggi la questione privacy rappresenta un argomento attuale, complesso, trasversale e ricco di sfumature.

Per qualsiasi aspetto, puoi consultarti con noi scrivendo a info@utopiathesoftware.com

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