Come fare un reclamo al Garante Privacy

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“La riservatezza si sta perdendo fra un social e l’altro” denuncia il sito Cybersecurity 360, che aggiunge “solamente trovando consapevolezza del valore di questo principio di ognuno potremo assicurare i diritti ribaditi dal nuovo regolamento”.

Si potrebbe aggiungere “amen”, ma è sicuramente più utile parlare della possibilità e della modalità di esporre il reclamo al Garante della privacy, uno strumento di difesa e denuncia della violazione.

Il reclamo: cos’è e quando è previsto

Partiamo dal significato di reclamo: atto circostanziato con il quale si rappresenta una violazione della disciplina in materia di protezione dei dati personali e si chiede una verifica da parte dell’autorità.

Prima di sporgere reclamo e fare la denuncia al Garante, il soggetto “violato” può rivolgersi al titolare (o responsabile del trattamento) con una semplice istanza.

Il titolare (o responsabile) è tenuto a dare riscontro entro un mese dal ricevimento, scadenza che può essere estesa a due mesi in caso di elevata complessità. Il ritardo va comunque comunicato entro un mese dalla ricezione.

Dopo aver presentato istanza, se dopo un mese la risposta del titolare non è arrivata o non è soddisfacente, l’utente è autorizzato a procedere con il reclamo.

La differenza tra reclamo, segnalazione e ricorso

A differenza del reclamo, la segnalazione può essere proposta senza formalità: si procede con la segnalazione quando non si hanno notizie sufficienti e quindi la certezza della violazione, ma si vuole avvertire il Garante di potenziali violazioni.

Il reclamo differisce dal ricorso all’Autorità Giudiziaria perché con il ricorso è possibile chiedere il risarcimento dei danni derivanti dalla violazione mentre con il reclamo non è possibile.

Le modalità per esporre il reclamo

Il reclamo al Garante Privacy può essere redatto e presentato direttamente dall’interessato, oppure per suo conto da un avvocato o un ente (procuratore, organismo, organizzazione, associazione senza scopo di lucro).

Sia il reclamo, sia l’eventuale procura devono essere sottoscritti con firma digitale.

Il Garante sul proprio sito web fornisce un modello precompilato che i cittadini possono compilare con i propri dati personali.

Il reclamo è composto da una parte fattuale e documentale (quindi la descrizione degli eventi con documenti a sostegno) e da una parte tecnico-normativa (indicazione delle norme oggetto della violazione).

A corredo del reclamo, l’interessato deve inserire anche un recapito per l’invio di comunicazioni da parte del Garante.

L’invio del documento può avvenire tramite consegna a mano negli uffici del Garante a Roma, tramite raccomandata A/R indirizzata al Garante oppure, il metodo meno dispendioso, tramite pec (posta elettronica certificata) a protocollo@pec.gpdp.it

Il responso del Garante in merito al reclamo

L’autorità, dopo aver ricevuto il reclamo, procede con l’istruttoria preliminare per verificare se il reclamo è o meno infondato.

Il Garante decide sul reclamo entro nove mesi dal giorno della presentazione ed avverte l’interessato sullo stato del procedimento entro tre mesi. Solo in presenza di esigenze istruttorie particolari, l’arco temporale per la decisione può essere esteso a dodici mesi.

Per contestare la decisione del Garante è ammesso ricorso giurisdizionale ai sensi dell’articolo 152 del Codice Privacy.

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