Come il Garante prova a contrastare il deepfake

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“Fotocamera fotocamera delle mie brame, chi è il più bello del reame?”: in una versione aggiornata della favola Biancaneve, probabilmente la strega cattiva pronuncerebbe queste parole.

Se il lettore (o telespettatore) involontariamente spesso si immedesima nel protagonista buono, nella favola aggiornata chiunque al momento del selfie può assumere le sembianze della strega cattiva.

Oltre a ereditare la celebre domanda, dal mondo dello spettacolo abbiamo ereditato anche una tecnologia sofisticata dal grande potenziale e ormai di tendenza: deepfake.

La nuova frontiera del cybercrime: la tecnica deepfake

Deepfake è un neologismo nato dalla fusione dei termini fake (falso) e deep learning (filone dell’intelligenza artificiale).

Ne avevamo parlato precedentemente, citando Faceapp: l’AI permette di copiare i movimenti del corpo e le caratteristiche del viso oltre a imitare una determinata voce.

Per via dell'inaccessibilità dei costi inizialmente la tecnologia era utilizzata in ambito cinematografico per realizzare effetti speciali, ora invece con una semplice applicazione ognuno è in grado di creare un falso digitale in pochi minuti.

Non solamente la condivisione sui social, bensì anche l’utilizzo di applicazioni virali ma di dubbio valore etico e con policy ambigue espone a seri rischi.

Tutti i principali rischi del deepfake

Se per Faceapp il principale rischio era il furto di identità, con il fenomeno deepfake in gioco c’è molto di più: dal furto di identità alla creazione di fake news, passando per deppenude.

Furto di identità

Il furto di identità derivante dal deepfake può determinare:

  • Lesione di privacy, visto che i soggetti non hanno controllo sulla riproduzione della propria immagine;
  • Lesione della dignità, considerato il rischio di riprodurre comportamenti, parole, pensieri che non corrispondono al soggetto coinvolto;
  • Lesione dell’onore e della reputazione, riproducendo atteggiamenti e compagnie che non rispecchiano la realtà.

Fake News

Deepfake è strettamente connesso con la creazione e la diffusione di Fake News: questo accade soprattutto quando il soggetto riprodotto è un personaggio pubblico.

Screditare una persona risulta abbastanza semplice con questa tecnologia che permette di riprodurre atteggiamenti e azioni non reali.

La facilità con la quale si possono manipolare immagini e video attraverso l’intelligenza artificiale crea un fenomeno di massa e mina la fiducia nella veridicità delle informazioni.

Il concetto di “vero” viene svuotato di senso, il concetto di democrazia viene sconvolto dalla soggettiva comprensione della realtà.

L’intelligenza artificiale che ci ha portato sin qui non conosce il significato di inversione di marcia: al momento non esiste una tecnologia talmente avanzata da discernere una notizia falsa da una reale.

Deepnude

Soldi, sesso e sangue: i tre pilastri sui quali si reggeva la carta stampata secondo il giornalista Alex Springer, ricalcano anche gli interessi della società moderna.

La tecnologia, in questo caso l’intelligenza artificiale, viene plasmata da necessità, paure e desideri di chi la usa.

Deepnude è un software scaricabile online che utilizza l’intelligenza artificiale per “spogliare” immagini di persone vestite.

Il Garante è già intervenuto nei confronti di Telegram e al fine di evitare casi di Revenge Porn, ricatti e gravi lesioni a dignità e privacy ha chiesto a Telegram di fornire informazioni per verificare il rispetto delle norme, l’eventuale conservazione delle immagini e soprattutto la finalità delle conversazioni.

Come proteggersi dai Deepfake

Come anticipato, in questo caso l’intelligenza artificiale oltre a esporre gli utenti a seri rischi e quindi rappresentare una potenziale causa dei mali non può fungere anche da medicina.

Sono in atto studi e ricerche, ma al momento non esiste un algoritmo o un software capace di individuare deepfake.

Certo, le autorità di protezione dei dati personali possono intervenire per prevenire e soprattutto sanzionare le violazioni, ma non è abbastanza per limitare il fenomeno.

Il Garante si appella alla responsabilità e all’attenzione degli utenti, aiutandoli con una lista di suggerimenti da rispettare:

  • Evitare di diffondere, soprattutto sui social, in modo incontrollato immagini personali;
  • Si può imparare a riconoscere un deepfake, verificando la qualità dell’immagine (il deepfake appare pixellato), la naturevolezza dei movimenti degli occhi e della bocca delle persone, il contrasto tra luci e ombre sul viso;
  • Evitare di condividere immagini e video in caso di dubbi sull’autenticità;

Segnalare immagini e video di dubbia autenticità rivolgendosi a Polizia Postale o Garante.

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