AI e GDPR: l’unione non solo è possibile, ma fa anche la forza.

AI e GDPR: l’unione non solo è possibile, ma fa anche la forza.

Spesso si dice che gli opposti si attraggono, ancora più comunemente si utilizza il termine “dicotomia” per indicare una rigida divisione.

In effetti il termine deriva dal greco dichotomìa: dìcha (in due parti) e (témno, divido), ma non obbligatoriamente l’una esclude automaticamente l’altra, e viceversa.

L’equilibrio, anche nei giudizi, è prezioso come per il volo di Icaro che fu costretto a individuare l’altitudine perfetta: abbastanza lontano dal sole per non bruciare le ali, sufficientemente distante dall’acqua per non subire gli effetti dell’umidità.

A discapito dei luoghi comuni e del pensiero diffuso, Intelligenza Artificiale e GDPR possono convivere: l’una non esclude l’altra, e anzi, l’una può perfezionare l’altra e viceversa.

La difficile convivenza tra GDPR e Intelligenza Artificiale

Nel contesto attuale e nell’immaginario comune, la tecnologia ricopre il ruolo del nemico che vuole conquistare il mondo con la forza attraverso un diabolico piano volto a eliminare tutte le sane abitudini a favore di metodi capitalistici e privi di scrupoli.

Il nemico in realtà è il luogo comune e l’unico eroe in grado di sconfiggerlo è la consapevolezza e il pensiero critico: il lieto fine dipenderà dalla tipologia di direzione che la società prenderà.

Probabilmente siamo ancora all’interno dei 1999 tentativi che precedettero la scoperta della lampadina, ma come affermò Edison “i 1999 sono serviti a scoprire cosa non fare nel successivo e ultimo tentativo”.

In maniera cinica si potrebbe ricordare come l’intelligenza artificiale sia esclusivamente uno strumento neutrale e come in quanto tale, modellabile nel bene e nel male dall’uso e dalle intenzioni di chi lo utilizza.

In un approccio più umano, potremmo giustificare le preoccupazioni ricordando il numero e la portata dei rischi di un uso scorretto/inconsapevole, elencati nell’articolo precedente.

Come l’intelligenza artificiale può favorire il rispetto del GDPR

Come ogni novità che si rispetti, anche l’avvento dell’intelligenza artificiale insieme alla ventata di aria fresca ha portato anche malcontenti e preoccupazioni.

“Chi abbandona una strada vecchia per una nuova, sa quel che lascia ma non sa quel che trova” recita un antico detto: ciò che la massima non rivela è che la novità porta in dote, almeno nelle promesse, vantaggi e benefici non ancora possibili.

Abbiamo individuato i 4 principali vantaggi che l’intelligenza artificiale può mettere sul piatto della privacy:

Governance dei dati

Il Nuovo Regolamento sulla gestione e il trattamento dei dati personali impone la possibilità da parte dell’interessato di revocare in maniera semplice e immediata il consenso al trattamento dei propri dati personali.

L’intelligenza artificiale può senza dubbio rendere ancora più snella questa operazione attraverso il CRM. 

Comunicazione personalizzata

Abbiamo parlato a più riprese del problema di comunicazione che esiste e che rappresenta una barriera insormontabile tra il mittente e il destinatario.

L’uso di un linguaggio poco comprensibile annulla qualunque sforzo di formazione in ottica privacy, a tal punto che in diverse occasioni abbiamo scritto dell’importanza del Legal Design.

L’Intelligenza Artificiale rappresenta una valida alternativa in grado di risolvere il problema e facilitare la comprensione delle privacy policy.

Le nuove tecniche di apprendimento automatico rendono altamente efficiente la lettura automatizzata di documenti altrimenti complessi e li rende facilmente interpretabili e comprensibili anche per l’utente medio.

Rafforzamento della cybersecurity

L’Intelligenza artificiale è un valido alleato nella lotta contro il cybercrime. Non c’è bisogno nemmeno di proiettare il logo nel cielo come fa Gotham con Batman per richiedere il supporto dell’AI.

I superpoteri messi a disposizione dall’Intelligenza Artificiale aiutano a rafforzare la cybersecurity dell’ente o dell’azienda, prevenendo, difendendo e riducendo i rischi e gli effetti di cyber attacchi.

Decisioni più consapevoli

Talmente chiaro da risultare scontato, ma talmente importante da dover essere ribadito: l’Intelligenza Artificiale è uno strumento indispensabile per poter gestire i big data e prendere decisioni consapevoli.

Grandi quantità di informazioni aiutano a comprendere dinamiche altrimenti difficili da decifrare e correggere il tiro migliorando il servizio.Un esempio concreto in tema privacy potrebbe essere rappresentato da contratti pieni di dati sensibili che grazie all’uso combinato di blockchain e AI può alleviare il peso amministrativo su clienti e aziende.

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